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Decreto 18 Ottobre Emergenza Coronavirus

Decreto 18 ottobre emergenza coronavirus

Decreto 18 ottobre. Il Decreto, firmato nella serata del 18 ottobre, mira a frenare il dilagare del Covid-19 limitando gli assembramenti, monitorando le occasioni di contagio nei contesti sociali e conviviali e sui mezzi di trasporto pubblico, in base al parere del CTS (Comitato Tecnico Scientifico Coronavirus).

E così il buon Giuseppe, ieri sera ha illustrato in conferenza stampa le misure contenute nel nuovo Dpcm in materia di Coronavirus, dopo il vertice fra Governo e Regioni sulla inevitabile stretta da adottare in considerazione della curva dei contagi in rapidissima ascesa. I sindaci potranno disporre la chiusura di vie e piazze dopo le 21:00 (escluso il passaggio dei residenti e il deflusso legato alle attività commerciali).

Per tutte le attività di ristorazione è consentita la consumazione ai tavoli dalle 5:00 del mattino a mezzanotte. Limiti anche al numero di persone ai singoli tavoli: 6. Stop alle consumazioni in piedi dopo le 18:00. Asporto fino alle 24:00, consegne a domicilio senza limiti. Nessuna limitazione presso aeroporti, autogrill e ospedali. Stop a sagre e fiere locali. Restano consentite fiere nazionali e internazionali.

Alcuni approfondimenti del decreto

Nelle sale gioco, bingo e scommesse, ingressi fino alle 21:00.
Per quanto concerne piscine e palestre, viene concessa una settimana per mettersi in regola con i protocolli già esistenti. Stop alle attività sportive di gruppo dilettantesche. La scuola si continua a svolgere in presenza, ma per le scuole superiori si incentiva una maggiore flessibilità e turnazione, con ingressi scaglionati dalle 9:00 e possibili turni pomeridiani.

Per le università sono previsti piani di attuazione della didattica in base alle esigenze e al quadro pandemico.
Nella Pubblica amministrazione si incrementerà lo smart working, fortemente raccomandato anche nel privato. Stop alle riunioni in presenza. Stop anche a congressi e convegni. Per quanto riguarda la legge di Bilancio 2021 e il Decreto Collegato, sempre il 18 ottobre, (cioè ieri) il Governo ha approvato la Manovra 2021, che consiste nella proroga della riscossione fino al 31 dicembre 2020.

Nuove settimane di cassa integrazione, risorse per la riforma fiscale, per il sostegno ai settori maggiormente colpiti dal Covid, proroga moratoria mutui, agevolazioni per le assunzioni dei giovani e per le imprese del Sud, taglio del cuneo fiscale fino a 40mila euro, assegno unico universale per i figli, proroga APe Sociale e Opzione Donna.

Quindi una manovra da 40 miliardi tutta concentrata sull’emergenza Coronavirus: ci sono nuove misure per sostenere l’economia e le famiglie, risorse per la sanità, misure di più ampio respiro, rivolte alla ripresa economica del post Covid.

Decreto 18 Ottobre 2020 primo ministro Conte

Decreto 18 Ottobre: vediamo i punti fondamentali

1) RISCOSSIONE

Proroga al 31 dicembre lo stop alla riscossione. É forse la misura meno attesa, perché il Governo era favorevole alla ripresa dopo il 15 ottobre, ma il cambiamento di rotta è stato determinato dalla nuova fase di recrudescenza dei contagi. Risultato: fino al 31 dicembre sono sospese le notifiche di nuove cartelle esattoriali, il pagamento delle cartelle precedentemente inviate e degli altri atti dell’agente della Riscossione, il periodo durante il quale si decade dalla rateizzazione con il mancato pagamento di dieci rate, anziché cinque. Per consentire poi lo smaltimento graduale di tutti gli atti che si accumulano, è stata prevista una proroga di 12 mesi dei termini per l’invio delle cartelle.

2) CASSA INTEGRAZIONE

Il comunicato del Governo annuncia che ci sono nuove settimane di Cig (non viene specificato quante), con lo stesso meccanismo che prevede la gratuità della cassa integrazione per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia.

3) CONCILIAZIONE LAVORO-FAMIGLIA

Dal 2021, assegno unico per i figli, che viene esteso anche agli autonomi e agli incapienti. Prolungata la durata del congedo di paternità.

4) IMPRESE E LAVORO

Assunzioni agevolate giovani: azzerati per tre anni i contributi per le assunzioni degli under-35 a carico delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale.

Fiscalità meridione misure decreto 18 Ottobre sostegno PMI

5) FISCALITÀ DI VANTAGGIO PER IL SUD

Prorogato per il 2021 il credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione.
Proroga moratoria mutui e accesso alle garanzie pubbliche del Fondo Garanzia PMI e da SACE.
Fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza COVID.
Internazionalizzazione imprese: sostegno aggiuntivo con uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro.
Misure per la ripatrimonializzazione delle PMI.

6) RIFORMA FISCALE

Va a regime il taglio del cuneo fiscale per i redditi sopra i 28mila euro.
Stanziati 8 miliardi annui a regime, che servono anche per l’assegno unico, ai quali si aggiungeranno le risorse derivanti dalle maggiori entrate fiscali che confluiranno nell’apposito fondo “per la fedeltà fiscale”.

7) PENSIONI

Riforma Pensioni: APe Social anche senza NASpI
Come previsto, ci sono la proroga dell’Ape sociale e dell’Opzione Donna.

8) ALTRE MISURE

  • Sanità: risorse per 4 miliardi. Sostegno del personale medico e infermieristico, con la conferma anche per l’anno 2021 di 30mila assunzioni tempo determinato fra medici e infermieri per il periodo emergenziale e del sostegno delle indennità contrattuali per queste categorie. Fondo per l’acquisto di vaccini e per altre esigenze correlate all’emergenza COVID-19. Aumentata di un miliardo di euro la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale.
  • Trasporti pubblici: incrementate le risorse per il trasporto pubblico locale, in particolare modo quello scolastico.
  • Scuola, università e cultura: 1,2 miliardi di euro a regime per l’assunzione di 25mila insegnanti di sostegno, 1,5 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. Contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio, 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario, 2,4 miliardi all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca.
  • Vengono inoltre destinati 600 milioni di euro all’anno per sostenere l’occupazione nei settori del cinema e della cultura

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